Alcuni la chiamano follia, per altri è consapevole voglia di vita. Ciascuno ne va alla ricerca nei modi più vari, noi, oggi, lo facciamo anche e soprattutto attraverso la tavola. Ricercando emozioni e sensazioni che arricchiscono la mente, che depositano impronte marcate sull’esperienza, producendo di volta in volta delle piccole lacerazioni nel modo di pensare e di essere, che aprono varchi incommensurabili alla novità e al cambiamento, dell’io più che del ventre. Il valore che noi attribuiamo a una esperienza gastronomica è di tipo psicologico: ogni pasto è l’occasione per un confronto intimo con la propria identità che cerchiamo di modellare sulla scorta di esempi e storie che conosciamo personalmente o di cui abbiamo sentito dire. Vita in abstracto e vita concreta si uniscono in un abbraccio quando seduto ad una tavola galante dei fremiti rendono il corpo instabile a causa dell’emozione che lo sta assalendo: è il preludio ad un’orgia di piaceri che aggrediscono il ventre e, immediatamente dopo, si riversano nella mente che, immaginandosi in quella precisa situazione, tanto idealizzata, ha come risultato visibile, di uno stato tellurico e tumultuoso, un sorriso. Ecco. La ragione che ti spinge a coprire una distanza di mille chilometri per raggiungere la Francia e cenare in uno dei più importanti ristoranti d’Europa, è immaginarsi con quel sorriso.
Il motivo profondo dell’adorazione della cucina elegante, quello che supera d’un balzo le acidità e le consistenze, la grassezza o la dolcezza, diventa chiaro solamente in momenti molto particolari, grazie a esperienze come quella che abbiamo avuto da Troisgros. Continua a leggere→
Penso di poter pronosticare che nel brevissimo periodo Pesaro avrà il ristorante di livello che ad oggi manca nel panorama gastronomico cittadino. Il merito potrebbe essere dello Scudiero: vecchia gloria della ristorazione marchigiana, oggi rinata grazie alla passione, alle idee e al lavoro di un gruppo di giovanissimi dalla grande professionalità e dallo spiccato talento. Continua a leggere→
Milano all’ora di cena può essere un luogo pericoloso. Il primo fattore è quello economico: la milanesità si paga. Il secondo è che, a mio avviso, manca quel ristorante che nel bene o nel male porta sempre a casa un gran risultato. Oppure, se l’affermazione può risultare più sobria, manca il ristorante che riesce a farmi innamorare. Ecco allora che, se vuoi trascorrere qualche ora di puro piacere gastronomico, sei assalito da pensieri molesti e da timori incontrollabili. Soprattutto se hai la responsabilità di portare un amico a fare la sua prima esperienza di livello.
Che si fa? “Andiamo da Alice. Il taxi da Porta Genova arriva in un istante. La cucina di Viviana Varese è suadente. Il servizio è premuroso”. Me ne convinco da solo, e si parte. Continua a leggere→
Pescara è una cittadina amena, dominata dal mare, dal verde e da tanta tranquillità. In questa, come in molte altre realtà italiane, è possibile condurre una vita agiata, immersi nel bello, in una realtà poco aggressiva, affatto soffocante, e vivace. La ciliegina sulla torta è l’alto livello della ristorazione locale, di cui Café les Paillotes è la punta di diamante. Continua a leggere→
Scegli di andare al Ristorante Lucia perché sei in zona, e gli altri avamposti del piacere presenti in guida li hai già visitati. Lo troverai facilmente, Giulianova è piccola e Lucia è il suo miglior ristorante. L’insegna è come te l’aspetti, appariscente e verace. L’accoglienza no, quella ti sorprende. Continua a leggere→