Se sono a Milano scelgo Fiore, senza dubbio

Voto 14 ♥
È ora di cena e tutto intorno è solamente nebbia. L’Esselunga, a quest’ora, potrebbe essere il teatro di un incontro spiacevole con uno di quei consumatori che piacciano tanto ad Aldo Nove, quelli che potrebbero farti fuori per una confezione di Vidal. In frigo non c’è nulla di quello che vorresti mangiare, e allora scatta l’opzione ristorante. A Milano per me ne esiste solamente uno: Fiore. Si trova in via Savona 59, dietro Porta Genova. Lo cerco nella rubrica: 0248955382. Chiamo. Alessandro mi riconosce e riserva un tavolo per tre, “come al solito”. Sono già felice.
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Enoteca le case – Una stella a Macerata

Voto 16

L’Enoteca Le Case è aperta dal martedì al sabato solamente a cena, ma è il ponte di Ognissanti, e forse hanno fatto un’eccezione alla regola. Telefoniamo speranzosi e riserviamo l’ultimo tavolo a disposizione. “Mannaggia! Sono pieni, speriamo bene”. Una cucina e una sala troppo stressate non sono dei bei presupposti per iniziare una cena in un ristorante, ma queste paure si riveleranno vane. Appena si varca il grande cancello che delimita la tenuta della famiglia Giosuè si è colpiti dal grande fascino della struttura che ospita anche una spa e un secondo ristorante. All’Enoteca si respirano competenza, eleganza e classe: un ristorante che merita a pieno la sua stella Michelin. Continua a leggere

La Bandiera – Una solida cucina abruzzese

Voto 15,5

Pranzo domenicale al ristorante, una delle cose più belle che ci si possa regalare. La sveglia suona tardi, si fa appena in tempo a sfogliare la Domenica del Sole24Ore che  la macchina è già pronta per dirigersi a destinazione. Se poi il luogo prescelto dista 111 km da casa, meglio affrettarsi, o ci si siederà a tavola con colpevole ritardo, un gesto inopportuno, specie se si è ospiti di una tavola prestigiosa. Il tragitto può presentare degli imprevisti se ci si affida ad un navigatore poco aggiornato, di cui, peraltro, oramai si è completamente succubi, a discapito della proprie capacità cognitive. Si può rischiare di seguirlo oltre ogni logica ragione, lungo una strada di campagna che termina nel cortile di una casa, ad esempio. A quel punto meglio rassegnarsi, tirare giù il finestrino e domandare. Il ristorante è lì, a pochi chilometri ma lo stomaco, che si è lasciato volutamente vuoto, inizia a monopolizzare l’attenzione del cervello, gettandoti in una certa confusione. A poco a poco le insegne si fanno più ricorrenti e da lontano si scorge una struttura che non può non essere la meta, e lo stomaco si restringe per un’infantile emozione. Continua a leggere