Mattia – San Benedetto del Tronto Impossibile fare senza

Voto 15  ♥

Se potessi esprimere un desiderio vorrei chiedere a Marco Cameli, chef del Ristorante Mattia di San Benedetto del Tronto, di trasferirsi a casa mia e cucinare per me i suoi piatti più gustosi e rassicuranti. Gli vorrei chiedere di emozionarmi con la cappasanta scottata nel lardo di colonnata su crema di patata vitelotte e foie gras. Oppure di farmi assaporare il mare con l’ostrica fritta in shock termico. Vorrei rimanere inebetito gustando il crostino di foie gras di mare e oliva taggiasca con cui ha vinto il premio per il “Miglior piatto” nel concorso per lo Chef  Emergente del Centro Italia. Se avessi una fame da lupi, invece, lo supplicherei di preparami i suoi celebri paccheri scampi e bottarga. Ma, non potendolo fare prigioniero, mi accontento di andarlo a trovare periodicamente nel suo ristorante, lasciandomi coccolare dalla sua cucina e dalle attenzioni della sua brigata.
Il Ristorante Mattia è l’esempio più fulgido di un cambiamento in gestazione nella ristorazione sanbenedettese: alcuni ristoratori hanno percepito l’importanza di una maggiore attenzione alla materia prima, al servizio, all’ambiente e stanno cercando di accantonare l’esperienza, a mio avviso nefasta, dei ristoranti della riviera, che si rivelano sempre perfetti se si vuole mangiare in maniera noiosa, sciatta, banale, spendendo parecchi soldi. Locali in cui è impossibile sottrarsi alla liturgia degli “antipastini”, spaghetti ai frutti di mare (finti) e fritturina, riducendo in questo modo la cucina ad una mensa sempre uguale a se stessa.
Frequento con assiduità il Ristorante Mattia dall’autunno del 2009 e la costanza della qualità e del piacere è senza dubbio la caratteristica che più ne apprezzo. Il locale ha un design moderno, di grande fascino, la mise en place è sobria ed elegante, i tavoli sono ben distanziati ed il servizio è competente e cortese, sia quando in sala ci sono baldi giovani a svolgere egregiamente il proprio lavoro, sia quando il maitre e padre dello chef, Vittorio, mette in campo tutto il suo savoir faire. Ma quando si va da Mattia si è attratti soprattutto dalla cucina. La linea è quella di un tradizione innovata in maniera intelligente. Il menu è ampio e riesce ad accontentare sia chi è alla ricerca di un pasto semplice ma di grande qualità, sia chi dalla tavola si aspetta di provare delle emozioni.
La grande degustazione in cui ci siamo immersi nell’ultima esperienza era composta da un’ottima tartare di mazzancolle: un pesce grasso, che riempie la bocca in maniera suadente, accompagnato da un succo di clementine, con l’intento di riequilibrare il piatto.
A seguire, una tartare di tonno dai toni più freschi, a cui il crauto rosso in agrodolce dà una notevole sferzata.
Dopo due crudi di grande pregio arriva in tavola un classico del ristorante, un piatto che t’induce a fare la ola perché miscela magistralmente cuore e ragione.
L’insalata shekerata di calamari, code di scampi, rucola e carciofi è una creazione divertente: il barattolo in cui viene servita va agitato per emulsionare l’olio con gli umori dei pesci. Il risultato è di ottimo livello. Un piatto che non ci stancheremo mai di mangiare.
Si prosegue con passatina di piselli e panocchie “mezze cotte mezze crude”. Una novità assoluta che abbiamo molto apprezzato per la qualità del pesce e per la nota vegetale che lo accompagna, attribuendo alla preparazione un aspetto e un sapore al passo con le tendenze della cucina contemporanea. Forse una maggiore concentrazione della passatina lascerebbe espremire con più forza la straordinaria panocchia.
La degustazione degli antipasti si conclude con una interessante frittella di baccalà su crema di patate dei sibillini e tartufo nero.
Dopo una serie completa ed appagante di antipasti ci viene servito un piatto entrato da poco nel menù: risotto con scampi, castagne e tartufo nero uncinato.
Il piatto è molto ricco e suggestivo. Il sapore è buono e a distanza di tempo ne ho apprezzato a pieno la raffinatezza. Forse si potrebbe perfezionare la mantecatura per legarlo maggiormente, ma si tratta di una nuova creazione e come tale ha bisogno di tempo per essere messa a punto e condurre il commensale in paradiso, come capita sempre mangiando i paccheri scampi e bottarga.
Un piatto definitivo! Semplice e per questo di difficilissima esecuzione. Marco lo porta sempre a casa con grande classe, forse è il suo piatto migliore perché oltre ad essere stratosferico, ne rappresenta in pieno la filosofia in cucina, che sintetizzerei in questi tre concetti: attenzione, generosità, fascino.
L’ultima pietanza è un millefoglie di spigola.
Pomodori, zucchine e patate accompagnano una spigola di buona qualità che bagna gli ortaggi dei suoi succhi. Un’esecuzione impeccabile che regala un ottimo risultato al palato.
Il pranzo si conclude con un buon fagottino di pasta sfoglia ripieno di pere, crema pasticcera e uvette, accompagnato da un notevole sorbetto alla mela,
mentre la mia compagna cerca d’indurmi in tentazione con uno dei migliori tortini al cioccolato mai mangiati.
Per concludere il bellisimo pranzo, un café illy tostatura forte e qualche parola con lo chef.
Uno dei miei ristoranti del cuore, a cui sono affezionato perché non delude mai, i prezzi sono corretti e, nonostante le difficoltà di una clientela poco avvezza all’innovazione, Marco regala sempre delle chicche che a San Benedetto nessuno è in grado di proporre con la stessa bravura. Certamente possono capitare delle sbavature o dei piatti meno convincenti, ma la sua cucina è in evoluzione e già oggi si distacca notevolmente da quanto è possibile trovare in zona. La strada che sta percorrendo è quella giusta e ho la sensazione che a breve ci sarà un’esplosione definitiva.
Io continuerò a seguirlo e a tenervi aggiornati ma voi, intanto, andate personalmente a godervi la sua cucina.

Grande degustazione euro 56

Ristorante Mattia
via Fratelli Cervi, 20
63039 – San benedetto del tronto
tel. 0735.654125
http://www.ristorantemattia.com/

8 thoughts on “Mattia – San Benedetto del Tronto Impossibile fare senza

  1. “certo posso capire le sbafature e i piatti meno convincenti” hahahha!!!
    mi piace quando sei diplomatico… diciamo che siamo in attesa che impari a cucinare,,,?
    E poi “povero” Mattia….mi ha già tirato le orecchie altrove, e ho deciso che andrò a dargli una seconda opportunità.

  2. Approposito di Mattia ,ci fu una mezza discussione su Passione gourmet …. Sono stata un po cattivella ma penso che vada un po incoraggiato. Sai nella mia visita sbagliò svariati piatti, la mia impressione è che non c’era proprio talento. Lui daltro canto mi ha chiesto una seconda oppourtunita e assolutamente devo tornare.

    • Ma gentile signora, tirato le orecchie? una mezza discussione?
      Non mi sembra di essere mai stato sgarbato con lei o presuntuoso nei confronti della sue opinioni! In quanto tali sono più che legittime…siamo artigiani e non abbiamo la bacchetta magica per rasentare sempre la perfezione!? Magari fosse così, sarei la persona più felice del mondo in tal caso!?
      Sono un persona molto umile e continuerò ad esserlo anche dopo aver esercitato per 100 anni questo faticoso lavoro…se sbaglio lo ammetto e spesso anche quando sono sicuro di non aver sbagliato accetto critiche e giudizi negativi! Chi mi conosce di persona può confermare se sto dicendo una sciocchezza!
      Ma visto che lei continua a rimarcare su vari forum questa sua cena, oramai digerita da più di due anni, mi domando e mi chiedo se le ho fatto qualcosa di male?
      L’ho invitata a cena MIA OSPITE per dimostrarle che nella vita si può sbagliare ed anche per dimostrarle che a distanza di due anni credo un giovane (o anche un meno giovane) possa migliorare…d’altronde chi si sente arrivato sbaglia già in partenza! La aspettavo a settembre ma non credo di averla ancora vista! Allora le chiedo, prima di continuare a sparare a zero sulla mia persona a distanza di tempo, venga ad assaggiare nuovamente ciò che preparo giornalmente nella mia cucina e poi esprima nuovamente il suo giudizio (molto prezioso per me)! Ma si ricordi che io vivo di ciò che faccio e ironiche battute come (“certo posso capire le sbafature e i piatti meno convincenti” hahahha!!! mi piace quando sei diplomatico… diciamo che siamo in attesa che impari a cucinare,,,? E poi “povero” Mattia….) non sono prettamente giudizi che si addicono ad un grand gourmet quale lei è ma le reputerei più “vernecchie” consone a chi non ha nulla da fare e siede tutto il giorno su una panchina dei giardini pubblici (con tutto il rispetto)!
      Detto ciò, giusto per puntualizzare la mia opinione (che vale quanto la sua), continuo ad aspettarla a braccia aperte e cucine accese!
      Con rispetto,
      Marco Cameli

      PS: me lo conceda…io mi firmo con nome, cognome e ci metto anche la faccia, non mi piace nascondermi dietro un nickname, non è mia abitudine!

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