Il MOOD perfetto a Civitanova Marche

Voto 15

Avevamo visto quella vecchia capanna trasformarsi velocemente in un locale che, dall’esterno, poteva sembrare l’ennesima trovata modaiola della riviera. Abbiamo mandato qualche amico alla scoperta, per capire di cosa si trattasse e ci hanno restituito impressioni positive. Paolo Marchi ne aveva parlato solamente per il pane e salame (al cioccolato) servito a fine pasto, facendo crescere esponenzialmente la nostra curiosità. Così, un noioso giovedì invernale lo abbiamo fatto: siamo andati a Civitanova Marche e il risultato ci è piaciuto molto. Mood è stata una delle migliori sorprese dell’anno, è un’idea di rottura, nel design quanto nella cucina. Entrarci è una forma possibile di teletrasporto in una dimensione metropolitana. Nulla, all’interno, pare legato esteticamente e culturalmente alla riviera marchigiana. L’ambientazione è quella postindustriale e tutto, dalla cucina, al servizio, alla mise en place, professa coerenza all’idea originaria. Google ci dice che lo chef Massimo Garofoli è cuciniere che s’è fatto le ossa sulle spalle di giganti della cucina: Uliassi e Marchesi, e da questi maestri assoluti ha appreso la difficile altre di stupire e appagare, come solamente i grandi sanno fare.
Sedendosi ad un tavolo del Mood si può ammirare la cucina a vista più trasparente mai vista prima, i piattini del pane più grandi della storia, i video più simpatici mai proiettati in un ristorante di provincia. C’è voglia di divertire e l’obiettivo viene raggiunto in pieno.
In sala l’eleganza non ha pari. Il maitre è una delle persone più squisite mai incontrate in un ristorante: gentile, competente, garbato, educato, sobrio, equilibrato, mette in scena un servizio perfetto, connubio magico di attenzione e riservatezza… in scarpe da tennis.
Seduti al tavolo arriva un’entratina offerta dalla cucina: una corroborante zuppa di pasta fresca e ceci con uova di pesce.

“Qui non si scherza” ho pensato al primo assaggio. Un piatto della tradizione proposto in una versione più raffinata e leggera, in cui il sentore marino dà una verve pazzesca ad ogni boccone. Che buona! Per accompagnarla, un sorprendente prosecco sur-lie Costadilà 330 s.l.m.
Il menu non è molto ampio ma le descrizioni dei piatti indicano la ferrea volontà d’innovare. Scegliamo alla carta per assaggiare un piatto che solo a leggerlo confonde i nostri sensi: “la ricciola dalla testa alla coda”. Un piatto definitivo.
L’idea è immediatamente affascinante, la vista dell’enorme piatto ove la cucina ha adagiato contemporaneamente tutte le sue preparazioni provoca una precoce eccitazione. Si divorano le tante proposte con il sorriso stampato in bocca. Divertente l’hamburger servito con ketchup e maionese, da mangiare rigorosamente con le mani, sporcandosi come adolescenti. Interessante il fegato con confettura di agrumi, così come la porchetta, il carpaccio e i superbi gnocchi. Nonostante l’eccessiva foga con cui ho affrontato la ricciola mi impedisca di descrivere con precisione tutti i dettagli del piatto, lo ricordo, comunque, come uno dei piatti più impressionanti mai assaggiati.
Attenzione, la voracità può giocare brutti scherzi, ad esempio quello di sentirsi immediatamente sazi dopo aver consumato il maestoso piatto. Invece bisogna avere la forza di andare avanti e gustare un riso elegante, dalla cottura perfetta e dall’altrettanto impeccabile mantecatura.
Gamberi e cime di rapa si sposano perfettamente. La mia compagna, ben più severa del sottoscritto, nota un’eccessiva dolcezza del fondo di cottura che appare pleonastico, o addirittura controproducente, ma il risultato, a parer mio, resta di alta scuola.
Solo buoni, invece, i gamberi con prosciutto di Carpegna.

Il risultato è piacevole, anche se l’abbinamento convince completamente soltanto nel gambero disidratato avvolto dal prosciutto marchigiano (per questo non visibile nella foto).
Prima di passare al dolce assaggiamo delle buone meringhe.

Giocosa e stuzziccante la carta dei dolci dalla quale scegliamo il “Luna park”.

Ogni elemento nel piatto è una reinterpretazione di giostre e giochi. Particolarmente buoni il croccante, lo zucchero filato e il semifreddo al cioccolato sul quale poggia.
Il cestino del pane è ricco e variegato come capita raramente, la carta dei vini è interessante e presenta anche delle ottime selezioni al calice tra le quali scegliamo un Arcese Vittorio Bera & Figli, vino biodinamico con un discreto ma piacevolissimo residuo solforoso. Ci viene anche offerto il preferibile sauvigno sloveno della cantina Movia, che a temperature leggermente più alte del normale regala al palato profumi di grande intensità.
Non capita spesso di rimettere la giacca e dirigersi verso la macchina pensando “ahhhhhhh che bel ristorante”. Due ore trascorse in un’atmosfera creativa, mangiando piatti degni di nota, allietati da continue attenzioni della cucina e dallo splendido servizio, oltre che da un graditissimo sconto sul conto finale. Per avere le idee più chiare dovremo tornare (presto!), ma l’impressione è che il Mood giochi in un campionato diverso dagli altri ristoranti della zona. La classe è cristallina, le idee sono chiarissime, sala e cucina funzionano in maniera eccellente. Non c’è voglia di ripetere la stanca esperienza dei ristoranti di pesce dell’adriatico e questa scelta sta premiando e premierà il gruppo di lavoro del Mood. Chapeau!

 

Alla carta sui 45 euro. Degustazioni 45 e 60 euro.

 

Mood Restaurant
Lungomare Piermanni (Sud), 14
Civitanova Marche (MC)
http://www.mood-restaurant.com/
 

17 thoughts on “Il MOOD perfetto a Civitanova Marche

  1. Recensione in punta di penna, per un ristorante che sembra proprio in punta di palato🙂
    Lo visiterò presto🙂

    domanda: ma l’hamburger con ketchup, per quanto bambinescamente ludico, come si può sposare con gli arpeggi neuronali dei sapori di mare?

  2. Scusate, mi sapete dire dove rimane questo ristorante ? Mi sono fatto tutto il lungomare sud e non l’ho trovato ! Ma si trova dal lato opposto al mare ?

  3. purtroppo non mi trovi d’accordo…
    buona l entrata,discreti gli antipasti,non soddisfacenti i primi,totalmente sbagliati i dolci.
    ma soprattutto il piatto che tu definisci definitivo,la ricciola, secondo me è un piatto SCANDALOSO!!!!completamente insapore e poco invitante anche alla vista e con accostamenti inutili…
    mi dispiace ma 50 euro a cranio con solo 6 calici di vino mi sembrano un furto per quanto offerto….

  4. La mia esperienza evidentemente è stata diversa. Non so se la ricciola ti sia stata servita nello stesso modo in cui l’hanno proposta a me, ma la foto sopra mi genera ancora turbamenti.

  5. si si identica…ovviamente non la devi prendere come una critica nei tuoi confronti, ci mancherebbe altro, ma resta il fatto che erano sapori troppo simili,sempre se di sapori si puo parlare visto che per me erano prossim iallo zero per quanto riguarda la ricciola!
    ho trovato molto buona l entrata(una sorta di stoccafisso all anconetana),ed il mio antipasto(zuppetta di canocchie crude).
    per il resto tutto o quasi toppato,soprattutto per il rapporto qualità prezzo.
    peccato perchè mi è piaciuto molto il locale, l atmosfera e comunque l idea di proporre qualcosa di diverso ma per quella cifra preferisco di gran lunga i due cigni a montecosaro scalo…provato mai?

    • I tuoi commenti mi fanno piacere, più pareri ci sono meglio è per la discussione. Conosco i Due cigni e nei prossimi giorni scriverò qualcosa. Ho trovato la cucina di Rosaria Morganti corretta e in alcune preparazioni buona, ma nella mia esperienza ci sono stati alcuni errori macroscopici. Comunque ho preferito il Moood, anche per il prezzo🙂

  6. …il mood è solo sopravvalutato ….dalle guide e secondo me anche un po da te caro vantito… sono davvero sincera ..e non perche non sprebbe sfornare buoni piatti … semplicemente perchè è assolutamene incostante e quindi inaffidabbile. ( le vostre esperienze me lo comfermano).. Per cio che riguarda i piatti della Rosaria no… quelli sono semplicemente pessimi….(e dire che un tempo era il mio ristorante preferito).

  7. La mia cena nel complesso è stata molto buona, e tutte le componenti, dal servizio alla cucina, mi sono sembrate di alto livello. Si capisce che c’è consapevolezza. Però è stata la mia prima e, per il momento, unica visita, quindi mi riservo di provarlo nuovamente per completare il mio giudizio.

    Sui Due Cigni stendo un velo di silenzio. Una cucina piatta e monotona, ovviamente corretta, ma non di più. Per questo mi sono astenuto dal raccontarvi.

  8. caro vantito come hai visto ho lasciato qualche mia impressione …. sai io sono un po sarcastica!!!! …sara l’eta…sono una ormai più che quarantenne signora abbastanza conosciuta dai blog culinari … mi hanno scambiata per ristoratrice o per “professionista” di alto bordo, ma sono solo una a cui piace magiare…. Pero sono molto sincera e penso visti i più di 500 ristoranti provati in giro per l italia di avere un palato sufficientemente allenato, Ti racconto un po di me perchè visto che mi sono permessa di scrivere sul tuo simpaticissimo sito mi sembra giusto darti qualche sommaria indicazione, per il resto non sono italiana anche se vivo da tempo in italia ( ti chiedo fin d’ora scusa per eventuali errori ortografici che spesso mi rimproverano) e adoro i ristornati Parigini e quelli dell avanguardia Spagnola.

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