Chic’n Quick – Milano Una pausa pranzo semplice e corretta

Continua la scoperta di ristoranti milanesi che propongono un menu del pranzo nella tradizione dei bistrot parigini. Questa volta la scelta è caduta su Chic’n Quick, trattoria moderna nata da una costola del ristorante bistellato Sadler.
Il locale è sobrio, l’atmosfera è piacevole, il servizio “sbottonato” ma puntuale. Si può scegliere tra la proposta abituale del ristorante con prezzi tutto sommato nella media milanese, oppure optare per un percorso guidato di 3 portate, che cambiano giornalmente, alla (corretta) cifra di 19 euro. Continua a leggere
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Un pranzo da Alice e Milano sembra più simpatica

Parigi chiama, Milano risponde. I grandi ristoranti meneghini hanno preso atto che l’offertà gastronomica di una metropoli deve tener conto degli stili di vita dei suoi abitanti. Inutile, dunque, proporre un meno di 10 portare ad una clientela che è alla ricerca di un pranzo frugale, da consumare lontana dal proprio ufficio e circondata da volti sorridenti, da mani competenti e da piatti invitanti. L’offerta si sta allargando a macchia di leopardo in tutta la città e, non avendo una degna tradizione di bistrot, sono i ristoranti stellati a rifarsi il trucco e a proporre una cucina interessante, appagante, rinfrancante a prezzi più che accessibili.
La scoperta più recente è Alice, ristorante gestito dalla cheffa Viviana Varese, che recentemente ha ottenuto una stella Michelin. Continua a leggere

A Loreto c’è anche Andreina, ma non aspettatevi miracoli

Voto 14

Quando lascio Milano, o Roma, o Parigi, per tornare a casa, un senso di rilassamento mi assale. Non sarò più svegliato alle sei del mattino da quegli infernali camion per la raccolta differenziata che, dopo anni, non riesco ancora a digerire. Non sarò più costretto a lunghe camminate per raggiungere qualsiasi cosa. Nessuno mi costringerà a consumare la mia prima colazione in quegli improponibili bar padani in cui per mangiare occorre turarsi il naso a doppia mandata, per evitare che l’odore di plastica emanato dai cornetti (a proposito, si dice cornetto, non brioche!!!) non mi inquini il fisico per l’intera giornata.Si torna a casa, ma non tutto è rose e fiori. Scegliere un ristorante che non comporti un viaggio faticosissimo è una decisione che sovente m’impegna per giorni. Carne o pesce? Mare o montagna? Collina? Creativo o tradizionale? Venerdì o sabato? Le questioni sono molteplici, anche se, per la verità, la scelta non è così vasta. I locali frequentabili, nel raggio di cento chilometri, non sono moltissimi, e quasi tutti sono già stati provati ampiamente. Si va d’istinto, leggendo qualche guida – che a febbraio conosco oramai a memoria – e si parte. Questa volta ho voglia di un grande servizio, di una cucina rassicurante, di una mano precisa. Non intendo rischiare. Così imbocco l’A14 ed esco a Loreto. Destinazione Andreina.
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