Un pranzo da Alice e Milano sembra più simpatica

Parigi chiama, Milano risponde. I grandi ristoranti meneghini hanno preso atto che l’offertà gastronomica di una metropoli deve tener conto degli stili di vita dei suoi abitanti. Inutile, dunque, proporre un meno di 10 portare ad una clientela che è alla ricerca di un pranzo frugale, da consumare lontana dal proprio ufficio e circondata da volti sorridenti, da mani competenti e da piatti invitanti. L’offerta si sta allargando a macchia di leopardo in tutta la città e, non avendo una degna tradizione di bistrot, sono i ristoranti stellati a rifarsi il trucco e a proporre una cucina interessante, appagante, rinfrancante a prezzi più che accessibili.
La scoperta più recente è Alice, ristorante gestito dalla cheffa Viviana Varese, che recentemente ha ottenuto una stella Michelin.
Entriamo. Il locale è carino. Il pranzo, che evidentemente non attira moltissima gente, è consumato al primo piano, in un ambiente mignon, forse una decina di coperti. La mise e place è quella della sera, così come il servizio, cordiale e competente, con la giusta disinvoltura che si addice alle relazioni umane diurne.
Ci sediamo in delle sedie che imbrigliano il posteriore con eccessiva impudenza e ci fondiamo sui gustosi grissini che divertono il nostro palato, mentre esploriamo curiosì il menu.
L’offerta è articolata e ben pensata per soddisfare voglie di ogni tipo. Scegliamo, e nell’attesa ci vengono serviti degli ottimi pani, tra i quali spiccano il croissant salato e il pane alle cime di rapa.
Prima di gustare i piatti scelti, la cucina ci omaggia con un carpaccio di scorfano con confettura di amarene.

Il primo piatto è quello che ci voleva dopo una mattinata passata compilare registri: paccheri ripieni di verdure e formaggi.

I paccheri sono serviti in verticale e hanno subito una rapido passaggio al grill che ha gratinato il formaggio. Piatto golosissimo e divertente, che diventa provocante quando si incorpora la base di crema di zucca nel boccone.
Il secondo passaggio,  scelto tra una lista di pietanze più elabirate, è un hamburger di seppia destrutturato.
La seppia è battuta al coltello e scottata rapidamente. La superficie è dorata e croccante mentre l’interno è morbido e succulento. La particolare cottura mortifica un poco il sapore del pesce, che non si esprime ai suoi massimi livelli. Nel complesso il piatto è buono e suggestivo, grazie anche alla buona stracciatella (perché tutto quell’olio?) e agli imperdibili broccoletti. Tutto viene accompagnato da tre panini di splendida fattura.
Il pranzo trova il suo happy-end in una semplice ma impeccabile panna cotta al pepe nero con tartara di anans.

Dopo tre piatti si può tornare all’università felici, neanche lo studente più pervicace riuscirà a farvi andare di traverso un pranzo interpretato alla perfezione. Bello il servizio, buona la cucina, ottimo il contesto generale. Se non si è capito, ci è piaciuto molto. 

A Pranzo euro 25  (b.e.), per il piatto unico euro 15.

Alice
Via Adige, 9
20135 Milano
http://www.aliceristorante.it

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