Damiani e Rossi a Porto San Giorgio – Se sei assalito dall’horror vacui sai dove rifugiarti

Voto 14,5

Quando sei seduto al computer e alcuni trai tuoi amici più cari sono a Parigi a gozzovigliare in quella che consideri “casa tua”, il lavoro c’è ma può essere rinviato all’infinito, il cielo è scuro e le temperature sono di dieci gradi al di sotto della media stagionale, quindi non puoi andare al mare. Le pagine di Auerbach su Julien Sorel e Zola le conosci oramai a memoria. Ti si accende una lampadina, che poi è sempre la stessa, e decidi di pranzare fuori, come quando sei a Parigi o a Milano, solo che lì, nel cuore pulsante della metropoli, hai l’imbarazzo della scelta, mentre in terra marchigiana bisogna ingegnarsi. Ci sarebbe Mauro Uliassi che dalla pagine di facebook corteggia i suoi amici con un nuovo menù per il pranzo. Ci pensi, ma la tua dolce metà dovrà tornare a lavoro, e la strada da percorrere sembra eccessiva per un pranzetto. In preda al panico ti rivolgi alla rete in cerca di un suggerimento che possa risolvere la giornata. Scrivo: “qualcuno mi consiglia un ristorate tra Civitanova e Pedaso per il mio pranzo di oggi!?!?” dopo pochi istanti appare un bollino rosso con la scritta “1”. Possibile che qualcuno abbia già risposto!? Continua a leggere

“Mangia” a Civitanova Marche, io mi sono innamorato!

Voto 16

Lei: “Portami da Mangia!!!”
Lui: “No”
Lei: “E perché?”
Lui: “Perché è sabato, il locale sarà pieno e non potranno dedicarsi a noi come si deve”
Lei: “Uffa!”
Lui: “Ci andiamo un’altra volta”
Lei: “E quando?!”
Lui: “Mercoledì”
Lei: “Perché proprio mercoledì, io lavoro mercoledì?!”
Lui: “Perché la volta scorsa siamo andati di mercoledì, e come ci hanno trattato…?!”
Lei: “Ok, andiamoci mercoledì!”
Lui: “Bene”
Sono le 20.20, lui e lei sono in macchina a chiacchierare del lavoro (di lei), diretti verso il locale più sottovalutato della storia recente della ristorazione italiana. Talmente sottovalutato che Enzo Vizzari e L’Espresso non si sono ancora accorti che nella parte alta di Civitanova Marche, ben protetto dalla campagna marchigiana, lavora un gruppo di persone di grande professionalità e talento, in grado di sfornare piatti che potrebbero competere con i migliori ristoranti italiani. È la nostra seconda visita e le aspettative sono altissime: la prima volta un percorso guidato di pesce ci aveva stupito, ma lo chef Paolo Mazzieri, in un appassionante e appassionato dopocena aveva confessato di essere figlio di un macellaio e di prediligere la cucia di terra e in particolare il quinto quarto.
Il risultato? Una cena da brividi, ricca di emozioni, di gusto, di bellezza. Qualche basso, certamente, ma alcuni piatti da ristorante di altissimo(issimo) rango. Continua a leggere