Il Casolare dei segreti – Che bella la tradizione marchigiana!

Voto 14
Il Casolare dei segreti è un gran bel ristorante. Si mangia bene, l’ambiente è curato, la location è incantevole, e Monaldo, che gestisce con la sua famiglia tutto l’ambaradan, è persona dall’invidiabile cultura gastronomica. Parlare con lui ha accresciuto in me la convinzione che viaggiare per l’Italia alla scoperta dei ristoranti più prestigiosi del paese, frequentare festival gastronomici, comunicare con gli chef più geniali, è indispensabile per uscire dalla mediocrità e offrire ai propri clienti un’offerta interessante e di grande piacere. Tra gli chef che conosco non è il solo, mi vengono in mente Enrico Mazzaroni del Tiglio o Paolo Mazzieri di Mangia, ma si tratta pur sempre di una rarità, quindi applausi. Inoltre, ed è questione affatto secondaria, al Casolare dei segreti si può entrare sempre con grande serenità, perché i prezzi sono di onestà assoluta. Il menù cambia stagionalmente, dunque i piatti e le materie prime, scelte accuratamente tra gli artigiani locali, sono in continua evoluzione. Il risultato di tanta passione, studio, attenzione finisce nei piatti, saldamente ancorati alla tradizione, ma realizzati con tecniche di cucina contemporanee.
Le Marche avrebbero bisogno di più ristoratori di questo genere, con i piedi per terra, e con grande professionalità. Continua a leggere
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Trattoria trentasette @ Porto Sant’Elpidio – Sapori di casa mia

Quando si decide di andare in un ristorante per provare la cucina di uno chef di grande talento, osannato dalle guide o dalla rete, la preparazione assomiglia molto a quella per un concerto o una partita di calcio. Si prenota il ristorante con un certo anticipo, si raccolgono informazioni sui menù che propone in quel momento specifico, e si attende impazienti che arrivi il giorno fatidico per sedersi nel suo ristorante, farsi coccolare per qualche ora e poi riprendere la macchina ed essere riscaldato per giorni dal ricordo di un percorso mozzafiato.
Spesso però capita di mangiare fuori con gli amici, in un postaccio in cui non vorresti mettere piede, ma devi per forza, perché non tutti vivono il cibo come un’esperienza di piacere.Più spesso è la voglia di condividere con delle persone care un momento di convivialità a determinare la scelta del ristorante.
Altre volte invece sei in giro e non vuoi tornare a casa, dove ti aspetterebbero lunghe preparazioni prima di mangiare; a quel punto, nella testa, almeno nella mia, avanza uno stato d’animo fatto di gioia mista malinconia. Continua a leggere

Esprì a Colonnella – Osteria per un piacere naturale

Voto 14
Per la terza volta Esprì. È giunta l’ora di parlarne, senza il timore di aver preso un abbaglio, perché i giovani proprietari di questa osteria naturale hanno azzeccato la strada giusta. Hanno aperto un ristorante con un’idea gastronomica precisa, folgorati da Pietro Leemann e dall’esperienza del Joia. L’hanno riportata nel teramano, sfidando meritoriamente le divinità locali: timballo e arrosticino (sempre sia lodato). Studiano, sperimentano, rischiano, e tutto questo non può non affascinare. Tutto viene fatto con intelligenza. La proposta vegetariana non è integralista: si possono mangiare ottime carni selezionate dall’azienda di Doriano Scibé e pesci del nostro mare. Verdure e formaggi la fanno da padrone, regalando sensazioni inusuali e inaspettate. Interessanti. Il servizio è un orologio che rispetta perfettamente i tempi di attesa. C’è grande cortesia e non mancano mai sorrisi e premure. La scena è architettata con cura e minuzia, e suona all’unisono con una cucina dal carattere gentile.
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