Esprì a Colonnella – Osteria per un piacere naturale

Voto 14
Per la terza volta Esprì. È giunta l’ora di parlarne, senza il timore di aver preso un abbaglio, perché i giovani proprietari di questa osteria naturale hanno azzeccato la strada giusta. Hanno aperto un ristorante con un’idea gastronomica precisa, folgorati da Pietro Leemann e dall’esperienza del Joia. L’hanno riportata nel teramano, sfidando meritoriamente le divinità locali: timballo e arrosticino (sempre sia lodato). Studiano, sperimentano, rischiano, e tutto questo non può non affascinare. Tutto viene fatto con intelligenza. La proposta vegetariana non è integralista: si possono mangiare ottime carni selezionate dall’azienda di Doriano Scibé e pesci del nostro mare. Verdure e formaggi la fanno da padrone, regalando sensazioni inusuali e inaspettate. Interessanti. Il servizio è un orologio che rispetta perfettamente i tempi di attesa. C’è grande cortesia e non mancano mai sorrisi e premure. La scena è architettata con cura e minuzia, e suona all’unisono con una cucina dal carattere gentile.
Un preambolo generoso perché, nonostante la poca esperienza, in un lasso di tempo brevissimo, Esprì è divenuto un luogo sicuro per una buona esperienza gastronomica. Senza dimenticare la cantina, in costruzione, ma già ricca di etichette soprattutto locali, introvabili in altri importanti ristoranti abruzzesi.
Ci sono dei malus? Alcuni, ma poco significativi. L’unica riflessione rilevante va fatta sulla degustazione “Esprì libero” che ricordavo (e preferivo) più ricca di portate e impreziosita dalla degustazione dei formaggi. Nell’ultima visita i piatti erano sensibilmente inferiori di numero, mentre il costo del percorso guidato era sceso di poco. A parziale giustificazione è doveroso annotare che da Esprì si possono gustare degli amouse-bouche e una piccola pasticceria di grande piacevolezza e pregevole fattura, come succede solamente nelle  migliori tavole d’Italia. Elementi che fanno la differenza, perché esprimono la grande attenzione per il commensale e per il suo piacere.
Ma riavvolgendo il nastro, ecco i raffinati stuzzichini che ci arrivano dalla cucina.
Pacchero fritto.
Il pacchero non c’è ma l’ottima frittura ha la forma della pasta e contiene pomodoro e una mozzarella leggermente gommosa. Simpatici l’hamburger vegetariano e la micro pie di funghi e carciofi.
Iniziamo con una sorta di torta salata con caprino e misticanza, accompagnata da due fragole (esplosive) all’agro dolce.

Si prosegue con il baccalà in crosta, di cui conservo un’ottima impressione, sebbene debba confessare una certa avversione per questo pesce terragno onnipresente sulle tavole di tutta italia.

Incantevoli i bottoni di ricotta con verdure di stagione aromatizzare allo zenzero e brodo di pomodoro.
Un manifesto di questo ristorante. Piatto leggero, moderno, equilibrato, in cui la ricercatissima materia prima gioca una parte rilevante. I profumi sono intensi, i colori brillanti, le consistenze perfette.
Il risotto vegetariano mantecato con formaggio di capra supera notevolmente quello mangiato nella scorsa esperienza.
L’occhio è compiaciuto, lo stomaco appagato, la mente soddisfatta. 
La lombatina di Doriano Scibé conferma le attese.
Il tè bruciacchiato conferisce un’interessate nota amara contrastata dalla salsa alla base del piatto (di cui ho colpevolmente dimenticato il nome). Peccato per la porzione omeopatica.
Il Tullum della cantina Feudo Antico termina l’opera, sorprendendoci per la corposità abbinata ad un grado alcolemico ragionevole.
In questo piccolo prezioso, incastonato nel bel centro storico di Colonnella, la pasticceria riveste un ruolo importante; è uno dei rari casi in cui è indispensabile prendere un dessert. Il nostro “duomo di meringa” ripieno di crema di mandorle e cuore di mirtilli è un dolce vero, interessante, suadente, ricercato.
Una conclusione che, invece di svilire il percorso, come capita spesso, lo esalta e ne protrae il ricordo. Chapeau! E poi…la piccola pasticceria (foto d’apertura), praticamente introvabile nei ristoranti locali: nota di eleganza, che rapisce prima ancora di gustarla, perché comunica grande attenzione, laddove domina incontrastato un atteggiamento ruvido e grossolano.
Un posto così merita una visita. Se non lo sapevi, sallo!

Degustazione “Esprì libero” euro 40.

Osteria Esprì Cucina Naturale
Piazza Garibaldi
64010 Colonnella (TE)

3 thoughts on “Esprì a Colonnella – Osteria per un piacere naturale

  1. Beh, son molto curioso di provare, nell’estate che si avvicina, questa realtà della mia amata provincia teramana..ma quando è aperto ?

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