Ristorante Reale @ Castel di Sangro – Ho visto Niko volare

Voto 19 

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Di ciò che non si sa si deve dire, perché la conoscenza, la relazione che s’instaura con ciò che prima era sconosciuto, apre mondi, inaugura traiettorie. Così, dopo tanta riflessione, ho deciso di affidarmi alla parola, nonostante la sua insufficienza ad esprimere l’emozione mi sia parsa talmente tanto evidente da imbarazzarmi ad ogni lettura.
Ho visto Niko volare. Volava accanto al mio tavolo, per aver coronato il sogno del riconoscimento più alto, la terza stella Michelin. Ma soprattutto volava nei piatti di un menù che lascia inquieti. Un menù che letteralmente priva il commensale della serenità necessaria a mangiare. Piatti impeccabili, impensati prima, ma allo stesso tempo comprensibili, efficaci, folgoranti. Eccitazioni continue, infiniti brividi di piacere, fisico e intellettuale. Piccoli, ma intensi, amplessi consumati con ogni singola portata.
Ho visto volare la brigata che guardava con occhi sognanti il proprio messia, seguaci dalla fedeltà granitica.
Ho visto un tutto perfetto che conteneva tecnica, emozione, studio, spontaneità. Un tutto unico. Impressione più unica che rara.
Ho visto un uomo che volava talmente alto da ridefinire un nuovo confine dell’eleganza a tavola, ai fornelli, nel palato.
Sarebbe stato meglio non dire nulla, ma ho voluto farlo come un mio ringraziamento personale per avermi fatto volare con lui. Un grande grazie.
Quelle che seguono sono insignificanti glosse a delle opera difficilmente perfettibili.
Piccole meraviglie a base di prodotti abruzzesi
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L’intensità dell’oliva.
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Panino fritto con scampi crudi, ci sono altri bocconi di questa potenza in giro? IMG_0162
Buoni, ma non eccezionali, carta musica e grissini.
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Non aver paura di portare a tavola una strepitosa fetta di guanciale.
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Distillato di prosciutto e ceci. Avere l’osso del prosciutto in bocca, per intenderci quello che il macellaio regala alle massaie, ma non avere la sensazione che lo abbia preparato la mamma.
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Buona la crosta, umida la mollica. Non esaltante.
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LA tartare.
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Arrivati al gel di vitello iniziano le domande esistenziali sul senso della vita. Iniziano perché avanza l’impressione di essere al cospetto di un’altra forma di vita. Extra-terrestre.
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Si sentono la cipolla e lo zafferano e la pasta e il parmigiano 24 mesi. E pure un piacere primitivo che stride con tanta inimmaginabile finezza.
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Meno cervellotico (almeno apparentemente), ma ha l’aria di essere un piatto definitivo. Ti domandi, con l’ingenuità di un bimbo, se sia il coltello affilatissimo o la lingua morbidissima. Ma poi, non si tratta solo di quello. Il piatto è impressionante.
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Distillato di bufala e ravioli ripieni di mozzarella di bufala. Vince il concorso “Piatto più elegante dell’anno”. I capperi allungano il sapore fino a Pescara. Il pepe dosato con il bilancino è il colpo di tacco del campione.
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Fettucelle di semola, gamberi crudi e pepe rosa. Più concentrato non si può. La sapidità è controllatissima, l’effetto è mozzafiato. Posso averne una cofana?!
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L’unico piatto normale in mezzo a tanti campioni. Solo un’anatra perfetta.
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Il gelato di genziana, lo zafferano, il caffé, le mandorle…una complessità interessante.
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Buona anche la piccola pasticceria.
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Il mio pranzo dell’anno. Il mio pranzo della vita. Nessuna Critica.

Degustazione euro 120.

Reale

viale Regina Elena, 49

Rivisondoli (AQ)

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