Ristorante Reale @ Castel di Sangro – Ho visto Niko volare

Voto 19 

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Di ciò che non si sa si deve dire, perché la conoscenza, la relazione che s’instaura con ciò che prima era sconosciuto, apre mondi, inaugura traiettorie. Così, dopo tanta riflessione, ho deciso di affidarmi alla parola, nonostante la sua insufficienza ad esprimere l’emozione mi sia parsa talmente tanto evidente da imbarazzarmi ad ogni lettura. Continua a leggere
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Café les Paillotes @Pescara – Il bello ben fatto

Voto 15,5
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Pescara è una cittadina amena, dominata dal mare, dal verde e da tanta tranquillità. In questa, come in molte altre realtà italiane, è possibile condurre una vita agiata, immersi nel bello, in una realtà poco aggressiva, affatto soffocante, e vivace. La ciliegina sulla torta è l’alto livello della ristorazione locale, di cui Café les Paillotes è la punta di diamante. Continua a leggere

Ristorante Hotel Lucia @ Giulianova – L’avanzo di un mondo di sogno

Voto 13
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Scegli di andare al Ristorante Lucia perché sei in zona, e gli altri avamposti del piacere presenti in guida li hai già visitati. Lo troverai facilmente, Giulianova è piccola e Lucia è il suo miglior ristorante. L’insegna è come te l’aspetti, appariscente e verace. L’accoglienza no, quella ti sorprende. Continua a leggere

L’Arca @ Alba Adriatica – Divertirsi a tavola

Voto 14

L’Arca di Alba Adriatica è difficilmente assimilabile agli altri ristoranti abruzzesi in cui, tendenzialmente, la linea che si è intrapresa, e che apprezzo molto, è quella di una tradizione rivisitata in maniera corretta e intelligente. Ce ne siamo accorti nelle nostre visite in ristoranti come La Bandiera, Mediterraneo, Esprit. Luoghi in cui mangiare è un piacere assoluto grazie alla qualità delle materie prime con cui i bravissimi chef elaborano piatti che hanno un piede nella tradizione e l’altro nell’innovazione. Nel ristorante di Massimiliano Capretta l’aria che si respira è sensibilmente differente. Continua a leggere

Mediterraneo @ Alba Adriatica – Mestiere, amore e fantasia

Voto 15

Seguire gli Chef sui social network è un atto di autolesionismo. Li cancellerò tutti dai miei contatti perché rischiano di farmi impazzire postando continuamente le loro nuove creazioni o recuperando maliziosamente qualche classico, con l’intento di ingolosire e, nei casi più disperati, eccitare il  malcapitato (ma anche il fortunato) che guarderà quelle foto.
Quando si verifica questa coincidenza, e lo dico per esperienza personale, il timer si accende. Una desiderio irrefrenabile si fa largo nella mente e subito prende lo stomaco in una morsa da cui sarà possibile divincolarsi solamente mangiando quel piatto. Avrai (al massimo) 48 ore di tempo per convincerti che fare 100 km in macchina non è pura follia. Dovrai spiegarlo anche all’altra malata che ti accompagna nelle tue forsennate imprese enogastronomiche, ma lei, non avendo visto le foto, dovrà concederti grande fiducia. Devi essere preparato al peggio: se qualcosa dovesse andare storto saresti l’unico colpevole: non lo chef, non il cameriere, non il maltempo, ma tu e solamente tu. Dovrai essere coraggioso per prenotare e partire. Continua a leggere