Il Tiglio — Montemonaco Benvenuti in paradiso

Voto 16 ♥

Ho atteso giorni prima di decidermi a scrivere questo racconto, sperando che l’entusiasmo accumulato durante l’ultimo pranzo al Tiglio passasse, consentendomi di scrivere in maniera sobria e lucida. Invece l’emozione è ancora lì, presente in maniera ossessiva. Mi vedo costretto, quindi, a provare la strada inversa: scrivere per guarire dalla ubriacatura di piacere. Se facendolo, depositerò una piccola porzione di questa innocuo virus in ogni generoso lettore, me ne scuso fin da subito, ma avendovi avvertito del pericolo mi sento più libero di sfogarmi.
Il Tiglio è il ristorante che frequento con maggiore costanza e la motivazione è banalissima: mi piace da morire. Mi piace che le cene siano sempre appaganti, divertenti, sorprendenti. Mi piace che la qualità del cibo e la creatività della cucina siano una certezza. Mi piace trovare un servizio che non ha nulla da invidiare ai ristoranti più blasonati d’Italia. Mi piace che ad ogni visita ci siano sempre le stesse attenzioni, senza rilassamenti o cadute. E mi piace fare un’esperienza gastronomica così importante ad un prezzo tanto piccolo. Come direbbero i blogger più consumati: il ristorante di Enrico Mazzaroni è, senza dubbio, il luogo con il più elevato rapporto felicità/prezzo della storia. Continua a leggere

Mattia – San Benedetto del Tronto Impossibile fare senza

Voto 15  ♥

Se potessi esprimere un desiderio vorrei chiedere a Marco Cameli, chef del Ristorante Mattia di San Benedetto del Tronto, di trasferirsi a casa mia e cucinare per me i suoi piatti più gustosi e rassicuranti. Gli vorrei chiedere di emozionarmi con la cappasanta scottata nel lardo di colonnata su crema di patata vitelotte e foie gras. Oppure di farmi assaporare il mare con l’ostrica fritta in shock termico. Vorrei rimanere inebetito gustando il crostino di foie gras di mare e oliva taggiasca con cui ha vinto il premio per il “Miglior piatto” nel concorso per lo Chef  Emergente del Centro Italia. Se avessi una fame da lupi, invece, lo supplicherei di preparami i suoi celebri paccheri scampi e bottarga. Ma, non potendolo fare prigioniero, mi accontento di andarlo a trovare periodicamente nel suo ristorante, lasciandomi coccolare dalla sua cucina e dalle attenzioni della sua brigata.
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Se sono a Milano scelgo Fiore, senza dubbio

Voto 14 ♥
È ora di cena e tutto intorno è solamente nebbia. L’Esselunga, a quest’ora, potrebbe essere il teatro di un incontro spiacevole con uno di quei consumatori che piacciano tanto ad Aldo Nove, quelli che potrebbero farti fuori per una confezione di Vidal. In frigo non c’è nulla di quello che vorresti mangiare, e allora scatta l’opzione ristorante. A Milano per me ne esiste solamente uno: Fiore. Si trova in via Savona 59, dietro Porta Genova. Lo cerco nella rubrica: 0248955382. Chiamo. Alessandro mi riconosce e riserva un tavolo per tre, “come al solito”. Sono già felice.
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